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Il difficile rapporto col fiume Santerno
Inserito da Webmaster il Mar, 06/19/2007 - 17:14
I borghigiani, per secoli, hanno avuto un formidabile e subdolo nemico: il fiume Santerno che, spesso invadeva con la furia delle sue acque l'abitato, seminando terrore e rovine.
Ben presto dovettero pensare ad erigere un baluardo, a difesa delle loro povere case a monte del paese, certamente con mezzi non adeguati ma con grande impegno, nonostante avvertissero l'estrema difficoltà dell'impari lotta. Sorse, pertanto, un muraglione, una robusta costruzione che, tuttavia, subiva gravi danni al sopraggiungere delle famose temute "fiumane". Il 13 ottobre 1756 una piena di particolare violenaza, riuscì ad intaccare la poderosa costruzione e le acque del Santerno invasero le povere abitazioni.
Mentre partivano diverse richieste di aiuti finanziari per ricostruire il muraglione pressochè distrutto, si pose mano, ad opera degli amministratori di Tossignano, alle più urgenti riparazioni. Il papa Benedetto XIV inviò un contributo di 500 scudi. I lavori ebbero inizio il 30 giugno 1757.
Purtroppo anche nei decenni successivi il muraglione venne intaccato dalla furia delle acque. Nel 1803, 1828, 1834, 1844 subì devastazioni e crolli in alcune sue parti. I borghigiani, insomma, facevano enorme fatica a vincere un nemico così aggressivo ed imprevedibile.
Da ricordare che il muro non solo difendeva il centro abitato ma anche la strada Montanara che passava a ridosso del manufatto.
Dopo lunghe trattative il tracciato della strada provinciale venne spostato in zona più avegole e meno soggetta agli affronti del Santerno.
Solo a partire dal Secondo Dopoguerra la situazione migliorò e il fiume Santerno, abbassato di parecchi metri a causa di una poderosa estrazione di ghiaia e sabbia, non fece più paura ai borghigiani.
Il glorioso muraglione venne abbattuto, forse con eccessiva fretta e senza che si pensasse a conservare un tale "monumento" ricco di storia, per dare spazio ad un nuovo quartiere residenziale.
Restano poche vestigia al di sotto di alcune abitazioni poste tuttora a monte del Borgo.
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Franco Poggi
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