dal 1622 a TOSSIGNANO
MARTEDI’ 5 febbraio 2008
386^
FESTA DELLA POLENTA
ore
12 - Distribuzione polenta ai Tossignanesi
ore
12,30 - Scambio di Polenta e Maccheroni tra tossignanesi
e borghigiani
ore
14 - Inizio distribuzione gratuita ai convenuti e concerto della
Banda di Dozza Imolese

Il bando
L'ecc.mo Messere LEONARDO SCINCIA DA SERMONETA
de l'una et l'altra lege doctore
governatore de TOSSIGNANO, FONTANA etc.
in nomine del rev.mo et eccl.mo messere
IL DUCA D'ALTEMPS
avendo odito messere Mastr'Antonio
de Farneto
postulante in nomine de la populatione del loco
et considerato come per li malani
de la contrada
quali carestia de grano che mena a dejuni continovi
atque per li malani de li
Stati majori
fonestati da guere et pistolentie terribili
licito sia per uno die
desiderare solatio de balo de sono de canto
unde sublevare el spirito publico altramenti malinconioso
acepta dicta petitone
ordina et commanda
che lo giorno ultimo de carnevale se faza et se dextribovisca
ne la publica piaza polenta
et vino in abundantia
et che lo populo bali soni et canti
ma cum decoro et moderatione
sino a lo momento de intrare ne la quaresima
per lo quale tempo se eshorta tuti
de fare penitentia et dejuno
ad reparatione de le pecata comesse
Die 1 februari-
1622 locu - sigilli
Così recita il bando istituzionale della
festa della polenta di Tossignano emanato il 1 febbraio 1622.
Da allora, l’ultimo giorno di carnevale, viene
festeggiato in Tossignano con grandi abbuffate di polenta ben condita con
salsiccia e formaggio, offerta gratuitamente ai paesani ed ai forestieri. A
memoria d’uomo questa festa, che si celebra con qualsiasi tempo, non ha subito
interruzioni, ad eccezione degli anni dal 1942 al 1945, periodo
in cui infuriava la guerra che, tra l’altro, provocò la totale distruzione del
glorioso paese di Tossignano. Negli ultimi anni la sagra della Polenta ha avuto
un incremento notevole: si è gemellata con feste similari, come quella di Sermoneta (LT) e di Ivrea (TO); ha
portato la sua antica tradizione in varie regioni d’Italia, dove si è fatta
apprezzare per l’abilità dei “Polentari’ e la bontà
del prodotto. Nel maggio dei 1998 si è costituita ufficialmente in Tossignano l’ASSOCIAZIONE CULTURALE dei POLENTARI
d’ITALIA, alla quale hanno aderito tredici comitati che organizzano sagre o
feste della polenta. E l’apposito comitato che
organizza la festa della Polenta di Tossignano provvede anche alla
realizzazione di piatti pregiati, in edizione artistica variati di anno in
anno, decorati a mano da valenti ceramisti della Cooperativa Ceramica di Imola.
Eran
quelli anni terribili di guerra e pestilenze e le genti erano
afflitte e meste,
quando nel 1622, essendo governatore di Tossignano Leonardo Scincia
di Sermoneta, sorse un tal Mastrantonio
da Farneto, tipo di buontempone e di gaudente, a
proporre di sollevare il morale festeggiando in modo curioso e particolare
l'ultimo giorno di carnevale. Egli organizzò la prima polentata
e da allora, a memoria d'uomo la festa non ha avuto mai interruzione.
Per organizzare questa festa esiste uno speciale
Comitato i cui membri si succedono per diritto di sangue, secondo la legge.. salica.
E' una specie di nobiltà del luogo! Il comitato era
presieduto dal Governatore dello Stato di Tossignano, Fontanelice ed annessi,
poi dal Capo
dell'Amministrazione Comunale. Il cerimoniale
della festa si è mantenuto inalterato nei secoli. Appena terminata l'ultima
Messa si accendono,
all'aperto, in piazza, i fuochi sotto i capaci calderoni di rame intorno ai
quali si danno da fare i numerosissimi cuochi ereditari che indossano gialle
casacche, gialle berrette e guanti.. bianchi.
Chi fa fuoco, chi gratta il formaggio, chi taglia la salciccia o la rimescola
nel tegame, chi prepara
i taglieri, tutti insomma hanno da fare.
Quando l'acqua è a bollore comincia il lavoro più delicato: la polenta deve
riuscire senza.. maghetti, altrimenti
si compromette la fama dei polentari. Cosa non felice dato il
quintalaggio di farina da trasformare in polenta.
Verso le 12 o 13 e mezza l'aspettativa del folto pubblico
è appagata: si fa la prima
distribuzione!
Intanto i polentari si aiutano
con abbondanti libazioni a vincere la fatica, il
caldo od il freddo e per quattro o cinque ore
continuano a far polente. Queste, ben condite con salciccia e formaggio, vengono tagliate a fette e tutti possono allungare il piatto
ed ottenerne a sazietà.
Da molti anni il Comitato provvede ai piatti, in edizione artistica variata
d'anno in anno, della Ceramica d'Imola. Questi piatti sono ricercati dai
collezionisti.
Questa festa ha avuto imitazioni in paesi vicini: il Borgo dal 1900 organizza
nella stessa giornata la festa dei maccheroni la quale rende più completa quella
della polenta di Tossignano perchè i pellegrini
possono così fare un
pasto completo con maccheroni asciutti e ben conditi e poi polenta e salciccia,
o viceversa. Questa festa ha aumentato il concorso dei forestieri ed il via-vai
nella strada che dal
Borgo mena a Tossignano.
Anche a Ponticelli si è voluto far compiere una tappa ai
gitanti offrendo loro un piatto di pasta asciutta, ma quelli di Tossignano
pensano che la gloria resta tutta a loro che posson
parlare di tradizione ultrasecolare e di creazione della festa con tanto di
bando sigilli, governatori e feudatari…! (da Bacci G.
M. – Tossignano storia di un paese distrutto – Bologna 1946)
