Sagre paesane
Festa della Polenta
Nel campo
delle sagre gastronomiche Tossignano vanta sicuramente un primato: la sua Sagra
della Polenta risale al 1622 allorché un certo Leonardo Scincia di Sermoneta,
"de l'una e l'altra legge dottore", quale governatore di Tossignano,
con regolare bando,
ordina et commanda
che lo giorno ultimo de
carnevale se faza ese
dextribovisca ne la publica
piaza polenta ed vino in
abundantia et che lo populo
bali et soni et canti...
I Romani offrivano al popolo "panem
et circenses", il dottor Leonardo offrì polenta, vino e balli... e tale
manifestazione si è puntualmente ripetuta ogni anno con la polentata preparata
da provetti
polentari e condita con salsiccia: i polentari si
tramandano l'incarico e il diritto di rimescolare facendo appello, addirittura,
alla legge salica. si è così giunti ai giorni nostri all'ennesima ripetizione
di una Sagra paesana che richiama sul colle gran folla di turisti, pronti ad
assaporare la gustosa vivanda. La
quantità di farina è sempre di tre quintali. Il pensiero di donare una giornata
di allegria al suo popolo pare che al dott. Leonardo sia venuto perché al paese
nativo, Sermoneta in provincia di Latina, questa vivanda era nota fin dal 1504.
Dopo ripetuti scambi di cortesia, con Sermoneta e con Ivrea, altra città dove
la polenta è assai conosciuta, nel 1989 si è giunti a un gemellaggio con i due
Comuni, con scambi di visite e doni. Non bisogna dimenticare gli scambi
ripetuti con Catania, Montebelluna, Cittadella e Bondero.
Sagra dei Maccheroni
Non è qui il
caso di insistere sulle rivalità tra i due maggiori centri del Comune, rivalità
che diedero spesso luogo, soprattutto nei decenni a cavallo del 1900, ad accese
dispute e dispetti. Qualcuno vorrebbe far risalire la rivalità al 1198, quando,
una parte dei Tossignanesi, ottenuto il permesso di ricostruire sul colle il
loro paese, rifiutarono di abbandonare la sponda destra del Santerno in cui
ormai si erano stabiliti. Ma non è il caso di andare a raschiare tanto indietro
negli anni.
Il "fattaccio" avvenne alla vigilia del carnevale del 1901, nel
Palazzo Baronale di Tossignano dove era in atto una festa danzante "pro
Polenta": ad un tratto si sentì un urlo, si vide una ballerina svenire; un
malcauto ballerino di Borgo aveva pestato un piede alla fanciulla che stava
volteggiando una "monferrina" con lui.
Immediatamente iniziò la caccia agli incauti giovanotti di Borgo che si erano
recati a quella festa. Nel percorso notturno fino al paese, meditarono la
vendetta e, dopo vari tentativi di soluzioni che non trovarono l'unanimità dei
consensi, si trovò l'accordo su questo proposito: "Se loro fanno la
polenta, noi faremo i maccheroni" e ci si mise subito all'opera; non c'era
più molto tempo da perdere. Fu così che quando cominciarono ad arrivare coloro
che avevano in animo di andare sul monte, trovarono sulla piazzetta della
vecchia chiesa dei paioli di maccheroni fumanti. Le due sagre continuarono
così, quasi ignorandosi, l'una con l'altra. Anche a Borgo si formò il comitato,
si andarono via via accrescendo le disponibilità ed aumentarono la quantità
della pasta che veniva offerta gratuitamente ai presenti.
Dopo la guerra i rapporti tra i due paesi cominciarono a smussarsi e, prima, ci
si incontrava a mezza via per
uno scambio delle rispettive specialità, lo scambio
avviene on la maggiore reciproca simpatia. Si può ancora precisare che la
quantità di maccheroni cotti tra le 12 e le 17 arriva a sei quintali:
ovviamente il ragù proviene da un quintale di salsiccia; due forme di parmigiano
completano il gustoso piatto che viene servito, a chi lo desidera, come del
resto anche la polenta, su artistici piatti di ceramica.
Secondo lo spirito del bando del dott. Leonardo, la prima distribuzione è
riservata ai paesani, le successive cotture sono per i forestieri: a tale linea
si è sempre attenuto anche il comitato dei maccheroni.
La ritrovata armonia tra i due paesi ha dimostrato che le due Sagre possono
benissimo coesistere, anzi sono in grado di offrire un duplice assaggio a
tutti. Da un decennio è ripresa la tradizione della SFILATA DI MASCHERE E CARRI
ALLEGORICI organizzata da un apposito Comitato in collaborazione con le Scuole locali.